Quando la relazione medico-paziente fiorisce

Ho ideato un nuovo metodo per rendere il risultato terapeutico tangibile e di valore, “Feeling” è il libro che lo illustra.

Attraverso analisi e approfondimenti teorici, esperienze autobiografiche e sette storie cliniche emblematiche, con un linguaggio chiaro ed emotivamente coinvolgente che rende i contenuti accessibili non solo agli addetti ai lavori, il libro introduce i sette capisaldi di un processo di guarigione racchiusi nell’acronimo FEELING: Flowing, Empathizing, Eliciting, Liking, Improving, Negotiating, Growing.  

I sette capisaldi del metodo FEELING

Sette passi irrinunciabili che il medico compie per stabilire una relazione terapeutica di successo.

Flowing

Si dispone all’incontro, crea spazio libero e non giudicante dove accogliere l’Altro.

Empathizing

E’ in sintonia con vissuto del paziente. Lo esperisce, ma non è identificato.

Eliciting

Usa domande elicitanti per comprendere e porre al vaglio del dubbio le ragioni del paziente.

Liking

Evidenzia comportamenti di valore emersi durante l’incontro che il paziente ha difficoltà a riconoscersi.

Improving

Spinge il paziente a trovare le motivazioni più profonde per adottare nuovi e più salutari comportamenti.

Negotiating

Cerca un risultato concreto. Si vince o si perde in due. Promuove nel paziente l’intelligenza del cuore.

Growing

Aiuta il paziente raccogliere i frutti dell’incontro e la procedura che li ha resi possibili per traslarla in altre future sfide.

Verso la Giornata Nazionale dell’Alleanza Medico-Paziente

Il libro vuole essere un primo passo verso l’istituzione della Giornata Nazionale dell’Alleanza Medico-Paziente, un importante momento d’incontro per contribuire a far nascere un nuovo sistema di cura più efficace e inclusivo perchè più attento ai bisogni e alle propensioni di ognuno.

Un medico sorridente parla con un paziente in uno studio medico.

Il tempo di relazione è un tempo di cura

Anche la legge sul consenso infornato (Legge 219/2017) definisce il tempo di relazione con il paziente come “tempo di cura”.

Torna in alto